“L’Hugr”

Il termine Hugr rappresenta l’insieme degli aspetti spirituali dell’individuo : anima, mente, cuore, sentimento e desiderio . E’ il centro spirituale dell’essere, il suo nocciolo, al suo interno vi è ogni elemento che forma l’essenza stessa dell’individuo, è posto al centro del petto, all’altezza del cuore, dove in altre tradizioni troviamo il quarto chackra, ed è la sede del Potere Personale .

L’Hugr rappresenta anche il Coraggio di una persona, nell’accezione di avere cuore e quando un individuo vacilla si può dire che due Hugir sono in lotta dentro di lui.

Nell’Hugr hanno sede anche i presentimenti e in individui dotati di qualità magiche esso può uscire ed assumere altre forme e compiere azioni.

Nella nostra Tradizione l’animale di potere è infatti emanazione dell’Hugr dell’individuo proiettato in forma animale.

Nell’Ynglinga saga cap 7 si dice che : “ Odhinn cambiava aspetto; mentre il suo corpo giaceva come morto o addormentato egli diventava uccello o animale, pesce o serpe, portandosi in un batter d’occhio in terre lontane per [accudire alle] proprie o altrui faccende”.

E’ però credenza comune che tutto ciò che accade all’Hugr quando è proiettato all’esterno si ripercuota nel corpo fisico dell’individuo, vi sono vari esempi nelle saghe in cui due maghi si affrontavano proiettando l’Hugr in forma animale e che il giorno dopo riportavano gravi ferite nel corpo fisico. Questo ci porta ad un importante conclusione o conferma, non vi è separazione alcuna tra il mondo fisico e quello spirituale. Per citare la tavola di smeraldo : ”E’ vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa”.

Nel folklore nordico per molto tempo si è creduto che lo starnuto, lo sbadiglio o il prurito fossero reazioni corporee ai tentativi di attacco da parte di Hugr altrui.

Cercare il contatto con il proprio Hugr è fondamentale per la crescita dell’individuo, trovare il proprio centro è un po’ come “tornare a casa”, percepire quel fluido denso e caldo che nel petto si muove e che dal petto si propaga significa imparare ad ascoltarsi ed essere presenti nel proprio corpo, “farlo muovere” all’interno del corpo con il solo “intento” è un primo traguardo di consapevolezza, una porta che si apre, il risveglio del nostro Potere Personale. Se vogliamo far crescere il nostro Hugr dobbiamo necessariamente lavorarci, “allenarlo”, il che può essere fatto in diversi modi, la nostra Tradizione ci offre a tal proposito uno strumento magnifico e completo : le Rune.

Certo, molti oggi pensano alle Rune come qualcosa di simile ai tarocchi, ma in realtà esse sono dei magnifici archetipi energetici vivi, incarnano l’intera Tradizione e sono strumenti superbi per l’autoguarigione e la crescita personale. Se “usate” in modo consono ci portano in contatto con tutto ciò che coesiste in noi, luci e ombre, blocchi e punti di forza.

In particolare ci sono due Rune legate all’Hugr e vengono chiamate Rune Hog, esse sono Hagalaz che rappresenta la struttura, almeno nel suo glifo originale e Mannaz che rappresenta l’integrazione di tutte le parti, maschile e femminile, luce ed ombra , cioè tutti gli opposti presenti in noi.

Occorre anche dire però che il “solo” lavoro spirituale non è sufficiente, così come non è possibile mettere a sedere cento persone in una sala costruita per contenerne trenta, per lo stesso motivo non si può far crescere il proprio Hugr senza lavorare con il proprio corpo, infatti è necessaria una condizione di Equilibrio tra “dentro” e “fuori”. Ovviamente ciò non significa diventare degli atleti professionisti o dei “malati” di palestra ma semplicemente aver un contatto sufficiente con la propria fisicità. Il corpo è il tempio della nostra Anima e quindi residenza dell’Hugr, fare un po’ di movimento e sentirci bene con esso è sicuramente un grosso aiuto al lavoro interno.

La crescita necessita di continuità ed è composta da piccoli passi che uniti formano un Percorso, trovare un proprio equilibrio tra corpo e spirito, essendo consapevoli che sono indissolubilmente legati, è, a parer mio, il miglior modo di avanzare lungo il Cammino.

Sweyn

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