Questo non è un vero e proprio articolo, ed esula dalla Tradizione Nordica, dalle Rune e dai temi che normalmente tratto. Mi sono limitato a copiare una porzione di un libro scritto da Oberto Airaudi fondatore della comunità spirituale di Damanhur. Questo testo, per me, ha una storia molto importante, è una stampa del 1979 edita da Horus edizioni, per me è una sorta di eredità, infatti l’ho trovato tra i libri di esoterismo di uno zio deceduto quando avevo solo 3 anni. Da quando lo trovai circa 25 anni or sono non l’ho mai letto, fino a pochi giorni fa, lo osservavo con rispetto ci giravo periodicamente attorno…Attendevo il momento adatto, di essere pronto…se mai ci si possa definire pronti…L’autore, da quanto ho scoperto negli anni, era un caro amico dello zio da cui l’ho ereditato assieme ad altri interessanti libri che non ho ancora aperto.
Il titolo dell’opera è : “Morire per Imparare ovvero Il Libro dell’Iniziato”, consiglio caldamente, ad ogni serio cultore di esoterismo non interessato a cose come “10 facili rituali da eseguire sul divano”, la lettura di questo libro. Nel suo insieme il testo è un trattato filosofico/esoterico sull’uomo e l’universo e le creature che lo popolano, lo hanno popolato e lo popoleranno. Ricorda molto, a livello ideale, un trattato di alchimia medioevale anche se scritto con un linguaggio molto più semplice in quanto nel suo complesso a parer mio ha più livelli di lettura.
L’estratto che qui riporto tratta della società ideale secondo l’autore, visione che in buona parte, per non dire integralmente, condivido.

“E’ vero l’Uomo ebbe gran parte dell’Universo per sé. Un grande e glorioso Impero. Ogni cosa era Armonica, la vita era rispettata in ogni sua Forma. Poi le forze unite dell’Apocalisse sconvolsero quello che era. E ci fu una nuova Creazione. E l’Uomo imprigionato, lobotomizzato, mantenne solo in sé la segreta, grande forza della Speranza. Quella forza che ci fa combattere noi stessi nella nostra bestialità, che ci permette di dissodarci e renderci fecondi, al fine di portare la Resurrezione del Nuovo Uomo, dell’Uomo Superiore, come lo definisce l’I-Ching.
Anche la Società in cui vive questo Uomo Nuovo è una Nuova Società.
Il principio basilare è lo sviluppo di un Individuo Autosufficiente, in grado cioè di badare a sé stesso, il quale, perciò, non per imposizione ma per Coscienza o almeno Conoscenza e libera Scelta decide di essere un Individuo Sociale.
Pagherà il suo debito di Coscienza lavorando per la Società che lo ha reso Libero, per sua scelta.
Svilupperà le proprie capacità al massimo, cercherà non la specializzazione di un particolare lavoro, ma saprà fare di tutto; naturalmente, se è portato in special modo per un particolare lavoro, gli si permetterà il più possibile di fare il lavoro che più gli è adatto, ciò è tutto a vantaggio della comunità.
L’Uomo Nuovo vive, e viveva, in comunità, composte a loro volta di Singoli o di Organizzazioni Famigliari.
Ogni Singolo o Famiglia, vive un suo proprio spazio Vitale (Casa), perché nessuno è in grado di fare a lungo vita Comune “troppo Comunitaria”.
I figli, in questa Comunità, sono di tutti, ed è dovere di tutti fare il possibile per migliorare al massimo le conoscenze di ogni proprio figlio. Le famiglie sono composte di un uomo ed una donna, che per libera scelta decidono di vivere assieme e di avere figli, subordinando però la programmazione dei bambini alle possibilità di tutta la Comunità di mantenerli fino all’età dell’Indipendenza, senza eccessivi carichi alla Comunità stessa.
Per ordine sociale, i “matrimoni” tra individui della Comunità sono a scadenza (3, 5, 10, 20 anni e così via). Nulla impedisce, a meno di gravi motivi, la separazione tra i membri di ogni famiglia prima della scadenza prevista, che è rinnovabile.
Se gli individui della Comunità, fra loro pari, uomini e donne, sono autosufficienti ed “adulti”, decideranno loro cosa fare, a meno che il comportamento non danneggi la Comunità nel suo insieme.
La Comunità, autosufficiente dal punto di vista energetico ed alimentare, è composta da un numero fisso di individui. Oltre quel numero, si organizzano altri Villaggi. I Villaggi commerciano fra loro per le “specializzazioni” non vitali ed indispensabili; i villaggi con miniere vicine le sfrutteranno, ed in cambio avranno altri prodotti da altri villaggi. Raggiunta l’età, i giovani si trasferiranno per completare i loro studi/lavoro in altre Comunità, al fine di portare una “ventata” continua di novità in ogni villaggio e diffondere nuove idee e visioni del mondo; così non ci saranno mai eccessive differenze culturali tra le Comunità, pur tendendo sempre ad un livellamento verso l’alto.
Anche le guerre, saranno superate, perché non ci sarebbero motivi alle guerre. Lingue, e modi di vivere, saranno così resi comuni senza violenza.
I rappresentanti di ogni Comunità comporranno i Consigli di regione, e questi a loro volta parteciperanno ai Consessi Continentali e mondiali. Così vedo un mondo nell’Era Armonica dell’Acquario post industriale. Tecniche avanzatissime e raffinate adatte all’Uomo Superiore, che se ne servirà senza mai dipenderne.
Questa è, in sintesi stringatissima, l’organizzazione dei pianeti evoluti.
Ed anche il tipo di vita che si faceva sul nostro mondo tanto, tanto tempo fa.
Perché finì? Perché non si pensava che la difesa e le armi potessero mai servire. E la Terra, forse, faceva gola ed invidia ad altri meno evoluti; i “Barbari”… La via che riporterà il nostro pianeta ad essere armonico, pulito ed in pace, passa attraverso la creazione delle Comunità, autosufficienti, creative, fantasiose se vogliamo, ma sopratutto formative per i nostri figli; noi avremo ancora bisogno di “gerarchie imposte” , di tribunali e simili barbarie. Forse i nostri nipoti, se lavoreremo veramente per loro, no. Lavorare non per noi, l’ho già detto, ma per gli altri. Anche per quelli che verranno; non si lascia l’appartamento pieno di immondizie e veleni, dicendo : “tanto ci penseranno i miei figli quando verranno ad abitare qui”.
Ma si cerca di far trovare loro una casa linda e pulita; così è per il nostro attuale pianeta. Non dobbiamo più essere noi barbari distruttori, ma raffinati ed evoluti esseri Iniziati.
Così i coordinatori delle Comunità, i cosìddetti “capi”, saranno preparati per assumere la direzione della ”Azienda Comunità”in base alla loro intelligenza e capacità. Oggi, sentir dire che in un Paese libero e democratico anche uno spazzino ( con tutto il dovuto rispetto per questo lavoro importante) può divenire capo di una nazione, mi fa paura.
Lasceremmo che un abile spazzino diventasse responsabile capo di una grande azienda industriale?
Con la sua preparazione, quanto pensate durerebbe l’azienda?
Cominciamo adesso a creare questa Nuova ed Antica Società, dentro di noi.
Creiamola col pensiero, e poi mettiamoci sopra i mattoni. Il punto più importante di tutto questo, è comunque, sempre l’individuo; come mutarlo? Come purificarci?
Come reintrodurre un’armonica e mistica società?
Un unione tra Dei e Uomini, con la forza del pensiero e della Magia unite a quelle più semplici delle Cose Fisiche.
Una Comunione tra Fisico, pratico, Spirituale e Divino.”
In conclusione mi sento solo di dire Grazie Oberto, avrei voluto conoscerti di persona !
SWEYN
