
Le immagini sono state scattate da me in Luoghi importanti per le mie pratiche.
Introduzione
Sono ormai mesi che i miei studi e le mie pratiche sono volte alla scoperta delle energie che scorrono sul nostro pianeta, sia nel sottosuolo che sulla crosta terrestre, e a questo punto vorrei condividere alcune scoperte fatte nell’arco di questi mesi.
Ho compiuto la scelta di dividere l’articolo in paragrafi per via della complessità dell’argomento, sentendomi così libero di spaziare in alcune sfumature, per me, rilevanti al fine di fornire un idea generale di un tema pressoché sconfinato, ci terrei anche a precisare che il mio studio su queste energie è solo all’inizio e che mi ritrovo con più domande che risposte, ma credo siano gli interrogativi giusti per far da base a futuri esperimenti e ricerche .
Per prima cosa mi pare corretto, però, citare gli autori dei testi che ho consultato per questa mia ricerca, primo tra tutti, colui che mi ha acceso la scintilla con alcuni riferimenti hai luoghi di Potere, ovvero Nigel Pennick, poi in ordine casuale cito Alfred Watkins, Joseph Heinsch, André Savoret (pionieri di questo campo di ricerca già da fine ‘800), Jemma Foster, Marko Pogačnik ed i nostrani Giuditta Dembech, Oberto Airaudi, Andrea Cogerino e Ossian D’Ambrosio.

La prima cosa che mi son chiesto approcciandomi a questo argomento è stata:” cos’è un Luogo Sacro di Potere? Cosa lo caratterizza?”
Beh, direi che potremmo considerare un Luogo Sacro di Potere, un luogo in cui è possibile amplificare e trascendere i comuni sensi dell’uomo, ovvero “vedere”, “sentire”, “gustare”, “annusare”, “toccare” e “percepire” frequenze che normalmente ci sono precluse, andando oltre i limiti dei comuni sensi, così da avere maggiori possibilità di successo in lavori magico/spirituali, meditativi e di connessione o più semplicemente entrare in uno stato di “ispirazione”.
Questi luoghi forniscono energia, estremamente potente, che va a sommarsi a quella individuale o di un gruppo, e può aiutarci e darci supporto in operazioni come: la modifica di eventi, andando ad operare nel campo delle possibilità, attraverso l’esplorazione del Wyrd, della Sincronicità o dei Sogni; ottenere supporto energetico per guarigioni siano esse fisiche, mentali e o spirituali; comprendere altri piani di esistenza e comunicare con essi per scambiare, o più facilmente ricevere forme di conoscenza.

Linee Energetiche
Studiando e facendo esperimenti sul campo, ho compreso che esistono tipi molto differenti di Luoghi Sacri di Potere, pervasi da energie molto diverse tra loro a volte addirittura opposte, ciò è dovuto alle differenze tra le forze portate dalle cosiddette “Linee del Drago” (chiamate anche “Linee del Serpente” o “Linee Sincroniche”). Queste linee, comunque le vogliamo chiamare, percorrono tutto il nostro pianeta ed attraverso i poli proseguono poi il loro viaggio nell’Universo.
Ogni luogo sulla Terra è influenzato da questi canali di energia, che nella nostra visione animista del mondo accomuniamo alle vene, alle arterie, ed al sistema nervoso della Madre.
Queste linee hanno doppia funzione, da un lato connettono tra loro le varie parti del corpo della Dea trasportando flussi di messaggi “interni” come fossero “neuroni”, dall’altro sono l’apparato che consente alla Madre di comunicare con il resto dell’Universo e tutte le dimensioni.
Ogni luogo e ogni essere, di fatto, si trova costantemente in una sorta di recinto compreso tra due o più di queste Linee e ne subisce le influenze anche in base agli equilibri delle proprie linee energetiche interne, quelle che nella medicina tradizionale cinese vengono chiamate meridiani.
Dove due o più Linee del Drago si incrociano ed affiorano abbiamo i Luoghi Sacri di Potere, di solito si tratta di monti, isole, fenditure nella roccia o nel terreno, valli e o incroci di corsi d’acqua.
Sulle Linee e nei punti in cui esse affiorano è possibile, avendo il giusto grado di connessione, acquisire memorie date da ogni creatura che ci vive o le ha percorse. Nella nostra Tradizione, ad esempio, possono essere associate ai lavori e alle caratteristiche della Runa Mannaz e al Mito della fonte di Mimir (che appunto significa “il memore”, “colui che ha memoria”).
Ogni specie vivente sia animale, vegetale, minerale o di piani vibrazionali più sottili ha possibilità di utilizzare queste linee e i luoghi in cui esse affiorano donando e ricevendo energie.
Secondo Wigner, Nobel per la fisica nel ’63, la materia è influenzata da ciò che essa influenza, di conseguenza i luoghi di potere influenzano e a loro volta sono influenzati da tutto ciò che attorno a loro transita o sosta.

L’uomo e i luoghi di Potere
In epoca arcaica uomini particolarmente predisposti seppero vedere le energie ctonie della Terra sgorgare in superficie come acqua e le energie celesti discendere sul pianeta come saette attratte da rocce, fonti o caverne. Inoltre scoprirono che quando queste energie (ctonie e/o celesti) incontravano quelle dell’acqua nasceva un ulteriore forma energetica ancora più potente e complessa. Per sua natura l’acqua è vita e memoria, è forma senza forma, è un flusso in continuo movimento soggetto ad un rinnovamento perenne.
I luoghi Sacri di Potere più noti sono i boschi, le fonti e le caverne, cioè i luoghi in cui sciamani, sacerdoti, druidi, stregoni, etc svolgevano “lavori” per il benessere della comunità in certi momenti del giorno e o periodi dell’anno, canalizzando le forze del luogo stesso amplificate ulteriormente da certi tipi di costruzioni che congiungevano e congiungono le energie della Terra a quelle Celesti (recinti sacri, pali, dolmen, menhir, pozzi, ecc).
Molto probabilmente in questi luoghi, ancora oggi, troveremo luoghi di Culto o ciò che ne resta, siano essi Chiese antiche, grandi Tumuli, costruzioni megalitiche o templi in generale, in quanto i nostri Antenati, essendo stati più connessi al pianeta ed alle forze che lo percorrono, erano in grado di riconoscere questi incroci e di utilizzarli molto più facilmente di noi.
Potremmo dire che le “strutture” create in questi luoghi erano vere e proprie macchine tecnologiche utilizzate nella scienza spirituale per ottenere risultati pratici e tangibili. Ergo questi luoghi non erano, probabilmente, solo luoghi da contemplare, in cui pregare e lasciare offerte, ma vere e proprie “basi operative” del sacro e dello spirituale da utilizzare, in cui condurre esperimenti, veri e propri laboratori dove interagire con forze vive di altri piani.
Infatti questi siti sono paragonabili a grossi accumulatori di energie da sommare, tramite conoscenze profonde ed iniziatiche, a quelle dell’individuo o del gruppo per ottenere vari effetti.

Piani Sottili
Il famoso “velo” che separa i piani in questi luoghi è più sottile, specialmente in dati periodi dell’anno come equinozi e solstizi, ed è per questo che qui si possono avere dei veri e propri contatti con altri piani di esistenza, infatti molto spesso su questi luoghi aleggiano leggende di spiriti, fate ed altre creature che hanno interagito con alcuni esseri umani, sia nel bene che nel male.
Partire da queste leggende locali, a mio avviso, è un buon modo per approcciarsi alla ricerca e allo studio dei luoghi in cui il velo è più sottile, come lo è lo studio della toponimia, cioè la parte della linguistica che studia l’origine dei nomi dei luoghi geografici.
Nelle saghe e nella mitologia abbiamo svariati episodi di contatti con questi esseri di altri piani. Per fare alcuni esempi, nella saga di Hervǫr, la possente e maledetta spada Tyrfingr fu forgiata da due nani, che vivevano in una roccia, per re Sigrlami, oppure nella stessa saga la corazza magica indossata da Oddr “l’arciere” gli fu donata da una donna di stirpe elfica, o ancora nell’Ynglinga saga il sovrano Sveigdhir all’imbrunire viene invitato da un nano in una sala scavata nella roccia da cui non farà mai ritorno, visto che la roccia si chiuderà alle sue spalle appena sarà entrato. Questi sono solo alcuni “incontri” con esseri di altri piani ma si potrebbero scrivere libri che trattano solo di questo argomento senza per altro includere episodi in cui le divinità interagiscono direttamente con l’uomo sotto mentite spoglie. E ciò è comune a tutte le Tradizioni antiche, da quella nordica a quella celtica, da quella greca a quella indiana, addirittura nei grigi culti monoteisti di tanto in tanto esseri celesti hanno comunicato con l’uomo.
Sappiamo che ogni luogo Sacro di Potere è abitato da uno Spirito guardiano molto potente che “influenza” e “sovrintende” tutti gli esseri che vivono nella zona da lui presidiata, come fosse una sorta di Jarl. Questo essere è assimilabile ad una Dís o a forme maschili correlate. Esso può prendere forma e dimora in una sorgente, in un albero secolare o millenario, in un grosso monolito,
o in un possente esemplare del regno animale come un lupo o un cervo coronato, per enumerare solo alcune delle possibilità.
Le creature su cui i Guardiani hanno potere sono sia di questo piano (rocce, alberi, animali e uomini) che di altri piani ( Elementali, Landvættir e Vættir, in generale tutti gli esseri che vengono genericamente chiamati “Piccolo Popolo” o “Popolo Fatato”). Essere accettati dallo Spirito guardiano è fondamentale per poter usufruire dei doni specifici di un determinato luogo Sacro di Potere.
Questi Spiriti sono molto restii ad accettare l’uomo e manifestarsi ad esso in quanto, nell’era moderna della razionalità e della scienza ufficiale, sono stati “dimenticati”e relegati ad essere poco più che protagonisti di storie per bambini , ma sappiamo attraverso miti e leggende, di tutte le tradizioni, che questi incontri in antichità erano piuttosto usuali.
Ogni volta che modifichiamo un ambiente naturale andiamo a sconvolgere il loro mondo, anche per questa ragione diffidano di noi, sarebbe bene prima di fare interventi “drastici” in natura comunicarlo agli spiriti del luogo con un ampio anticipo in modo che essi siano pronti e non si ritrovino senza casa. Osservando certi alberi o rocce possiamo riconoscerli come case di varie entità e “stando in ascolto” possiamo comprendere come agire al meglio per il luogo stesso senza badare troppo al nostro concetto razionalizzato di estetica di un luogo o più semplicemente prestando attenzione al modo in cui decidiamo di affrontare la potatura di un albero.
Proviamo a chiederci se realmente e profondamente crediamo all’esistenza di queste creature…personalmente ci credo profondamente, ed in sporadiche occasione ho potuto sentire le loro “voci”, anche se sono certo che qualcuno mi prenderà per pazzo o dirà che me la racconto .

Mappare le energie
Come dicevamo prima, ogni luogo irradia energie proprie, alcuni ci renderanno guardinghi, altri ci daranno un senso di euforia o felicità e altri ancora altre sensazioni. Bene, queste sensazioni che proviamo sono decisamente maggiori presso luoghi Sacri di Potere. Per imparare a captare queste energie si potrebbe, ad esempio, provare a tracciare dei “confini energetici”, passeggiando in un bosco, in montagna, in un parco o ovunque ci venga in mente di provare a farlo. Basterà porre una pietra o un contrassegno là dove sentiremo le sensazioni cambiare e così potremmo creare una sorta di mappa sensoriale personale. Questa mappatura, oltre ad essere un buon esercizio di percezione, può, in base ai nostri stati d’animo, aiutarci a trovare un equilibrio interiore o indicarci in che zone è meglio svolgere le nostre “pratiche”, in base allo scopo delle pratiche stesse, che dovranno essere allineate all’energia del luogo e non contrastanti.
Luoghi Sacri personali
Un luogo Sacro di Potere può anche essere, in qualche modo, curato, cresciuto, in parole povere generato.
Se in un luogo, anche con energia bassa o negativa, si inizia a compiere purificazioni, a celebrare riti, a pregare, a fare offerte, a stare in ascolto per captare la voce e le richieste del “Luogo”, l’energia stessa della zona cambierà e gli spiriti giungeranno rendendolo molto più vivo e aperto nei nostri confronti, questo è ciò che alcuni ricercatori spirituali chiamano “Curare la Terra”.
Nell’operazione di forgiare luoghi Sacri ci sono alcuni principi che è bene tener presente, potremmo perciò innanzitutto evidenziare 3 fattori : Orientamento, Geometria e Proporzioni.
Ad esempio, potremmo collocare la “struttura principale” (altare, braciere, pozzo sacro, ecc.) in una zona centrale orientandola secondo i punti cardinali in modo che la luce solare, sull’asse est/ovest, la tocchi durante solstizi ed equinozi, oppure in un giorno particolare scelto per l’importanza che riveste per noi. Leggermente spostato rispetto l’asse Est/Ovest, 6° secondo il prof. Heinsch (tra i primi studiosi di geografia Sacra), creeremo un altra struttura legata alle forze lunari ed ai riti ad esse collegati. Inoltre egli ci dice che, ogni misura presente nella zona Sacra risulterà più efficace se creata con le proporzioni della sezione aurea.
Rimanderei il lettore interessato allo studio di qualche testo di geometria sacra, come quello della Foster, utile per la scelta e la costituzione di forme geometriche e dei loro significati.
Per quanto riguarda l’utilizzo di rocce, senza entrare nello specifico delle proprietà dei vari minerali che non è il mio campo, in base alla “venatura” o alla “stratificazione” possiamo capire come lavorano: in genere una venatura orizzontale assorbe e disperde tensioni; una venatura verticale, invece, cattura, amplifica e proietta verso l’alto le energie telluriche.
Altro fattore determinante nella creazione di luoghi Sacri è la flora, in quanto ogni specie vegetale ha proprie frequenze, che vanno a sommarsi all’energia globale del luogo attirando o respingendo determinati tipi di energia e conseguentemente Spiriti.
Creare spirali e labirinti con minerali e piante è un buon modo per richiamare energie forti che possano, in base ai minerali e alle piante utilizzate, fornirci un grande supporto al potenziamento del luogo al fine di creare un vero luogo di Potere.
Questi ovviamente sono consigli e non dogmi in quanto “la scienza” o “l’arte” dello Spirituale non può e non deve averne.
Credo, personalmente, che il Cerchio Druidico Italiano abbia fatto un ottimo lavoro di creazione di un luogo di Potere presso il Parco Arcobaleno nel biellese, essendo presenti altari, labirinti e molto altro.

Conclusione
Vorrei in fine raccontare un mio “viaggio” attraverso un bosco la cui energia sento molto forte, raccontando le tappe, i doni e le percezioni che in questo percorso ho incontrato. Ma non lo farò in forma descrittiva, perché al termine di quel “viaggio” mi son seduto su una roccia e mi è venuto da scrivere una sorta di “poesia” in parte con allitterazioni ed in parte in rima, ed è proprio con questo racconto in una forma che potremmo definire poetica che ho deciso di chiudere l’articolo. Tenete presente che non sono assolutamente un poeta, quindi a qualcuno potrà sembrare ridicola, ma è esattamente ciò che ho vissuto nella forma in cui mi è arrivato.
“Un dono datomi dagli Spiriti locali,
celata nella roccia la punta
di quarzo potente a mia portata.
Nella cerca certo coperta
di muschio nascosta sta la coppella,
che ricevuto ha la mia offerta.
Tre giri giusti attorno all’eremo,
poi tre pietre sovrapposte vennero,
ed in sincero sigillo situate s’ersero.
Tra grandi grotte e piccole barne,
è situata la dimora di un gigante.
Là vagai, tra tronchi caduti,
e di spiriti e fate i buchi.
Contemplando, con calma la potenza
della Madre maestosa e la sua stessa essenza,
luoghi di vita da vetuste ere,
Oh voi Spiriti che custodite, lasciatevi vedere!”.
Sweyn
