
Sono curioso per natura, amo andare affondo nelle cose che mi interessano, scavare e scavare finché non mi sento appagato della mia ricerca, ma questo senso di soddisfazione non giunge mai.
La mia guida è l’entusiasmo, nel senso greco del termine, ovvero “stato di ispirazione” quello che nella nostra Tradizione è definito “furor”. Ricercare e sperimentare è, per me, come camminare verso la Fonte di Mimir, per questo ho definito tale stato “la Sete”.
Quando desidero comprendere qualcosa entro in quel meccanismo di “gola arsa” e tale resta fino a quando non parto per la mia ricerca, immergendomi in essa, percependone odori, sapori, colori con tutte le loro sfumature, sentendone boati e sussurri, toccando con mano per avvertire consistenza e solidità.
Questi viaggi non sempre giungono a termine, ma ciò che conta, in fondo, è l’esperienza del viaggio stesso e non il raggiungimento di una meta che per sua natura è mobile, infatti è come se ad ogni passo la meta si spostasse a sua volta di un passo in una direzione diversa, di conseguenza la distanza tra me e lei resta sempre la medesima.
Cosa ricavo da questo?
Sapere di non sapere!
E sono convinto che questa sia la più bella consapevolezza al mondo, quando si comprende ciò, la sensazione è simile a quella di un orgasmo, perché?
Beh, perché si scopre intimamente che non c’è limite alla Conoscenza .
Ciò porta, a mio avviso, ad un flusso continuo di ricerca che è fantastico.
Questo processo sarà ovviamente integro solo quando e se sarà anche esperienziale oltre che mentale, le teorie sono la base, ma restano tali senza prove, esperimenti e lavori sul campo.
Ora giungiamo al perché sto scrivendo queste righe…
Questo stato di “sete”, per me, è l’incarnazione dello Spirito di Odino, è la stessa ricerca della Conoscenza, più in piccolo ovviamente, che il Nume compie nei miti che lo riguardano. Attraverso i suoi viaggi continui, i suoi sacrifici e le sue prove ci mostra una Via, la via da percorre per chi ricerca la Conoscenza.
Qui vorrei fare una differenza, descritta magistralmente da Edred Thorsson, tra odinista e odiniano, riportando la traduzione, probabilmente imprecisa, che ho fatto di un suo scritto.
“ …..Innanzitutto per quanto riguarda il termine Odiniano: questo indica, in contrapposizione al termine Odinista, colui che non adora il Dio Odino, ma piuttosto lo emula. L’Odinista adora, l’Odiniano diventa Lui stesso. Questa è la vera natura del culto di Odino. L’Odiniano non cerca l’unione con Odino, ma piuttosto con il proprio Sé unico. Questo è il compito divino di Odino stesso. Se dovessimo cercare di rinunciare alla nostra individualità davanti a qualsiasi forza, Odino ci guarderebbe solo con disgusto.
I veri Odiniani sono pochi e rari. “
Ognuno di noi, a mio parere, dovrebbe percorrere il proprio sentiero di ricerca e sperimentazione facendo tirare il proprio carro da due cavalli: intuito ed entusiasmo. Essi sono le migliori guide possibili, liberare questi due flussi è un ottimo modo per vivere il proprio percorso e fare esperienza, anche sbagliando e cambiando direzione, tornando a volte sui propri passi per poi fermarsi e “stare in ascolto”.
Ciò che credo sia realmente importante è il flusso stesso che crea movimento.
Voglio fare un esempio personale di questo flusso che si è intrecciato con la legge della sincronicità .
Per il mio compleanno la mia compagna mi ha regalato un libro dal titolo Ruvik, questo libro è diviso in due parti, la prima parte è una dissertazione su un sito neolitico in quota qui vicino a dove abitiamo, mentre la seconda parte è invece un romanzo storico ambientato in quella zona nel periodo di Annibale. La lettura mi ha ha acceso la scintilla dell’entusiasmo verso i luoghi di potere, ciò mi ha portato ad acquistare una serie di altri testi tra cui “La Via degli Antenati” di André Savoret e “Geografia Sacra” di Andrea Cogerino, oltre alla rilettura di un testo dai contenuti simili di Nigel Pennick che già possedevo e vari riferimenti nei testi di Castaneda. Nello stesso periodo ho avuto modo di visitare l’area megalitica ( ed esse sono tutte luoghi di potere) di Saint Martin de Corléans dove ho scoperto che alcuni reperti presenti all’annesso museo provenivano proprio dalla zona in cui vivo, inutile dire che ciò mi ha portato ad intensificare le mie camminate su per i boschi alla ricerca di luoghi di potere vicini a casa…
Tutto ciò costituisce un flusso di ricerca, teorica e pratica che porta ad altra ricerca e di azioni che conducono ad altre azioni, per citare l’Hávamál :
“Così presi a fiorire e ad essere saggio
e a crescere e a prosperare;
di verbo in verbo in me verbo sgorgava,
di azione in azione in me azione sgorgava”.
In sostanza credo che questa “sete insaziabile” sia il vero sentiero del serio viaggiatore spirituale e la “Guida” per eccellenza che può condurci alle esperienze del “numinoso” ( per usare il termine coniato da Rudolf Otto e ripreso poi da K.G.Jung), che in epoche remote parevano abbastanza comuni, ma che oggi per un eccesso della nostra razionalità abbiamo purtroppo perduto.
Sweyn
