Il complesso Corpo-Anima-Spirito

In un precedente articolo abbiamo parlato dell’Hugr, ma occorre dire che la concezione che i nostri antenati avevano dei Figli degli Uomini e di come erano “strutturati” è molto più complessa.
Essa infatti è composta da diverse parti che formano ciò che noi oggi possiamo definire “Anima”.
Mi sento di dire che dall’avvento del cristianesimo in poi, almeno in occidente, le conoscenze legate al complesso Corpo-Anima-Spirito sono andate via via impoverendosi e semplificandosi, perdendo il loro fascino ancestrale.
Sopratutto nella frenetica epoca moderna in cui gli individui si muovono come formiche nelle grandi città, ove vige l’omologazione di pensiero ed abitudini trovare il tempo da dedicare alla pratica della conoscenza di sé stessi è diventato ancora più complicato, anche se negli ultimi anni stiamo assistendo ad un lieve ritorno alla spiritualità, seppur impregnato dalle così dette pratiche “new age”, che purtroppo poco hanno a che fare con la Tradizione arcaica europea dei nostri avi.
Occorre anche dire che prima delle due Grandi Guerre alcuni pensatori/esoteristi come ad esempio madame Blavasky e Rudolf Steiner hanno molto scritto e parlato dei “corpi” che compongono l’uomo dando una spinta molto importante in tale direzione inserendo anche molti aspetti orientaleggianti. Per quanto riguarda la nostra Tradizione, invece, possiamo contare su riferimenti a tali “corpi” nei poemi e nelle saghe, anche se spesso sono confusi e contraddittori.
Recuperare ed interpretare questi riferimenti è importante per ogni individuo che desidera percorrere la Via del Nord, poiché attraverso lo studio e la conseguente comprensione di tali riferimenti diventa possibile “lavorare” con queste parti di noi stessi destandole dal loro lungo sonno e renderle più forti.
Cerchiamo ora di vedere, a grandi linee, le singole parti che compongono il complesso Corpo-Anima-Spirito.

  • La prima parte da nominare è il corpo fisico o Lík, esso a sua volta è un riflesso dell’Hamr.
    Più il Lík è forte più l’Hamr può crescere e viceversa, per questo motivo la cura del corpo fisico è importante quanto la cura dello spirito .
  • L’Hamr può essere visto come una sorta di manifestazione di ciò che l’individuo è, una forza che da forma a tutto ciò che esiste e che attraverso una forte volontà può cambiare, portando anche al mutamento dell’aspetto fisico, visto che ciò che accade nell’Hamr si riflette nel Lík.
    Attraverso le saghe sappiamo che non tutti potevano cambiare la loro forma ma solo alcuni individui particolarmente vicini agli Dei. Questa abilità di mutare forma era vista a volte come “dono” altre come “maledizione”. La forma alternativa in genere era quella di un animale, a tal proposito un elemento rilevante che emerge dalle saghe è che anche se l’aspetto cambiava gli occhi rimanevano uguali. Tutti possediamo l’Hamr e come ogni parte che ci compone va allenata, sviluppata e resa più forte se l’obiettivo finale è il Risveglio, non aspettiamoci di cambiare forma ma di dare forma alla nostra realtà.
  • Un altro elemento importante che compone il complesso Uomo è l’Önd.
    L’Önd è l’energia universale attiva che sostiene tutti gli esseri. Tutto ciò che è vivo nell’Universo possiede Önd. Può essere visto come uno spirito impersonale e divino che permea tutto. Nelle piante ad esempio è ciò che da origine ai principi attivi.
    E’ presente ovunque ma non si può vedere, in alcuni luoghi in cui è particolarmente forte lo si percepisce, in altri luoghi è debole e sfugge alla nostra percezione. Dove si concentra Önd abbiamo i così detti luoghi di potere naturali che possono influire positivamente o negativamente sulle attività umane, anche in base alla risonanza con le specifiche frequenze vibratorie sia del luogo che dell’individuo.
    Questa energia giunge a noi da tre direzioni: dal cuore della terra, dal cielo e dalla superficie terrestre. I migliori contenitori di Önd sono minerali e vegetali.
    Per quel che concerne l’uomo l’ Önd è il “soffio vitale”, ciò che nel mito Odino dona ad Ask ed Embla, la nostra “scintilla divina”, comunemente associato al respiro e con molte affinità con il “chi” cinese . Esercizi di respirazione e certe posture corporee possono aiutarci a lavorare con esso ed il suo flusso, imparando a percepirlo e dirigerlo.
  • Poi incontriamo l’Hugr di cui abbiamo ampiamente parlato in un precedente articolo e che qui tenterò di collocare all’interno del complesso-Uomo .
    Nessun termine moderno può esplicare ciò che rappresenta, esso unisce personalità, capacità psichiche e mentali oltre al temperamento, è l’essenza dell’individuo libera da sovrastrutture date dall’ego, ciò che più si avvicina al concetto “moderno” di “corpo astrale” , infatti esso può essere proiettato, attraverso alcune pratiche, fuori dal corpo fisico (ciò che spesso è definito viaggio astrale). Come già detto l’Hugr è associato ad Huginn, uno dei corvi di Odino, cioè il “pensiero”, da qui possiamo ricavare che potrebbe essere altresì paragonato alle facoltà cognitive dell’individuo, di fatti alcuni studiosi lo accomunano all’emisfero sinistro del cervello.
  • La controparte dell’Hugr è definita Minni, legata a Muninn, cioè la memoria sia personale che ancestrale .
    Il Minni è legato alla parte riflessiva, utilizza immagini ed archetipi che immagazzina ed elabora, possiamo dire sia la sede dell’inconscio collettivo definito da Jung. In questa parte dell’Uomo troviamo i riflessi di tutta la storia evolutiva ed ancestrale umana. Trovare modi per conoscere e lavorare con il proprio inconscio può dare risultati sorprendenti. Odino dice di temere che Huginn non faccia ritorno ma ancora di più teme per Muninn, proviamo a chiederci perché…
  • Collegato ad Önd, Hugr e Minni troviamo l’Óđr, esso rappresenta l’eccitazione o l’ispirazione.
    E’ interessante notare come Óđr sia anche il nome del marito della Dea Freya di cui sappiamo ben poco oltre il fatto che fosse sempre in viaggio. Possiamo facilmente notare come il nome Óđr abbia la stessa radice di Óđinn e attraverso un minimo di ricerca si può scoprire come il significato di tale termine è legato all’eccitamento, all’invasamento e al furore divino.
    Nell’Uomo l’ Óđr può manifestarsi in differenti modi che dipendono dall’iterazione di Önd, Hugr e Minni individuali. Può esprimersi ad esempio sotto forma di rabbia, di elevazione intellettuale o di ispirazione artistica. Comprendere il proprio Óđr porta a seguire le proprie vocazioni ad un ottava superiore più elevata.
    Per ulteriori approfondimenti sul concetto di Óđr consiglio la lettura di “Furor” di Mario Polia.
  • Altro componente di rilievo nell’Uomo è l’Haminja, ovvero ciò che potremmo chiamare “fortuna”.
    Alla fine dell’Età del Ferro esso era un attributo molto importante per le popolazioni del Nord, visto che all’interno del Wyrd personale la “fortuna” era fondamentale per il compimento del proprio destino.
    Una facoltà interessante dell’Haminja è che può lasciare il corpo fisico dell’individuo e vagare non visto tranne che da pochi uomini particolarmente dotati. Abbiamo racconti in alcune saghe in cui i guerrieri abbandonavano la battaglia poiché gli avversari avevano troppi “spiriti della fortuna” schierati con loro. Attraverso la lettura dei poemi emerge anche un altro fattore legato all’Haminja, esso ha una volontà propria ed in alcune occasioni particolari poteva decidere di abbandonare un individuo e di schierarsi con un altro . Si suol dire che la fortuna va creata, io preferisco dire che gli spiriti della fortuna vanno attirati, attraverso scelte ed azioni consapevoli anche se spesso audaci.
  • L’ultima componente che vorrei descrivere è la Fylgja. Essa è un qualcosa di esterno all’individuo ma che risiede al suo interno e che ad esso è strettamente legato pur essendo un entità a sé.
    Il termine Fylgja può essere tradotto come “colei che segue” oppure come “alter ego” , secondo alcuni studiosi, è composta da tre aspetti o forme: animale, antropomorfa e forma geometrica (ad esempio una mezzaluna). Alcuni la equiparano ad un “guardiano” ma è certamente di più di una semplice entità protettrice, infatti essa rappresenta un filo di collegamento diretto con i propri Antenati. Essa abbandona un individuo solo alla sua morte per legarsi ad un altro individuo discendente dalla stessa linea di sangue o stirpe. Tutti portiamo con noi, volenti o nolenti lo spirito della nostra famiglia, il quale a modo suo ci osserva, guida e protegge .
    Esistono diversi modi per “operare” con e attraverso la nostra Fylgja, di questi il più comune è probabilmente il sogno, di fatti accade che questo spirito ci appaia in sogno con consigli o piccole rivelazioni, sta a noi riconoscerlo ed ascoltarlo.

Mi rendo conto che un argomento tanto complesso andrebbe molto ampliato ed ogni singolo “pezzo” analizzato in articoli a se stanti, ma per il momento ho preferito fare un discorso generale in modo da dare un idea d’insieme di questo vasto argomento, oltre a chiarirla anche a me stesso visto che ogni mio articolo nasce da ricerche personali sia teoriche che pratiche.
Credo però di aver fornito un tassello importante nella comprensione dello sviluppo personale, oltre ad aver rimarcato la bellezza e la complessità delle concezioni antiche di popoli troppo spesso definiti “barbari”.
Concludendo direi che il Sè è l’insieme di queste parti e più esse sono sviluppate ed allenate più il Sè è elevato e vicino alla comprensione della propria parte divina. Lo sviluppo dell’insieme è dato dallo sviluppo delle singole parti e dalla sinergia tra esse, solo attraverso pratica e studio si può comprendere come lavorare con ognuna di esse per elevarla. Ogni serio Viaggiatore su questa strada troverà il suo modo, poiché non esiste una formula magica valida per tutti, siamo tutti unici e differenti, l’importante è rimanere fedeli a sé stessi.

SWEYN

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