Come accennato nell’articolo “Qualcosa sugli Sciamani” mi accingo a parlare dei mondi in modo di dare una visione sommaria della cosmogonia della Tradizione che seguo.
Nella nostra Tradizione esistono 9 Mondi principali e diversi “piani intermedi” in cui vi sono posti dei Guardiani. Due di questi Mondi erano già esistenti prima della venuta degli Dei, essi sono Niflheimr cioè il Mondo dei ghiacci e delle nebbie e Muspell cioè il Mondo del fuoco perenne.
In seguito gli Dei crearono i restanti 7 mondi. I 9 Mondi sono collegati tra loro attraverso l’Albero Cosmico Yggdrasill ed il ponte “fiammeggiante” Bifrost. Il nome Yggdrasill significa “corsiero del Temibile”, non a caso Yggr è uno dei tanti nomi di Odhinn. Il Grande Padre è lo sciamano per eccellenza nella nostra Tradizione ed attraverso il suo corsiero, cioè l’albero cosmico, è possibile viaggiare tra i Mondi. E’ buona cosa ricordare il Principio Universale della tavola di smeraldo, che recita : ” E’ vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa”. Possiamo esprimere questo concetto attraverso uno dei glifi della Runa Hagalaz, il cui significato archetipico può essere espresso qui come Struttura, non mi riferisco ovviamente al glifo più conosciuto ma a quello chiamato Hagal che rappresenta graficamente il chicco di grandine e ricorda molto la rosa camuna, questo glifo è speculare . Ciò che è in basso è materiale, ciò che è in alto è spirituale, tutto ha un contatto diretto con la parte “alta”, vi sono infatti corrispondenze tra corpo e mente ed ogni azione materiale si riflette sul piano spirituale. Certamente ogni individuo ha una differente struttura di base, sia fisica che mentale, eppure le corrispondenze funzionano in ogni caso. Non c’è separazione tra materia e spirito, né tra corpo e anima, se perdiamo di vista questo non riconquisteremo mai la completezza e l’integrità espresse dalla Runa Mannaz.
I 9 Mondi sono anche al nostro interno, dentro ad ogni individuo e noi ci possiamo muovere da uno all’altro. Il Percorso deve spingere ad affrontare uno ad uno questi Mondi, scavandosi dentro per tirare fuori tutto, nonostante non sia per nulla piacevole anzi a tratti anche doloroso, per avviarsi alla Comprensione, alla Guarigione e all’Integrazione, per poter tornare al nostro “centro” ed esercitare pienamente il nostro Potere Personale. Per usare un termine alla Castaneda occorre essere spietati con sé stessi nell’affrontare i nostri Mondi Interiori perseguendo l’impeccabilità e spostando il nostro punto d’unione con il tutto. E’ certamente un lavoro che può durare anni, ma ogni individuo su questo Sentiero dovrebbe andare al proprio interno, affrontare i guardiani dei propri mondi e superarli rendendoli alleati, cambiando sovrastrutture mentali, comportamentali e societarie per poter rinascere come Uomo Libero ed Integro. Credo che il passo più difficile di questo processo sia il primo, cioè riuscire a guardarsi dall’esterno in modo neutro, senza giudizio di parte, per poter così vedere chiaramente dove andare a smussare i primi angoli, individuare quindi le sovrastrutture e piano piano lavorarci fino ad arrivare nel corso della vita alla nostra reale forma, passando da Mondo a Mondo fino a raggiungere l’Asgard personale, ergo la parte divina che in ogni individuo è presente, si tratta di un vero e proprio percorso di Guarigione e Trasformazione interiore. Chiunque intraprenda una Via deve lavorare costantemente su sé stesso e non si tratta di pensare positivo o avere pensieri buoni o eticamente corretti, ma si tratta di Ri-scoprire sé stessi con le proprie luci e le proprie ombre, accettare ed integrare le parti e infine trasformarle, in questo modo la rabbia, ad esempio, può diventare impeto guerriero. Non è possibile eliminare i propri demoni ma solo conoscerli, accettarli, superarli e infine legarli rendendoli alleati, il reprimerli o far finta che non esistano può portare solo a squilibri che si manifesteranno in futuro in altro modo e in forma dirompente.
Vediamo ora più da vicino i 9 mondi, visto che è il tema principale di questo scritto, dandone una panoramica generale senza scendere troppo nel dettaglio, il lettore se vorrà indagherà più in profondità di persona .
-Miðgarðr : Il Miðgarðr fu creato con le parti del corpo del gigante primordiale Ymir ad opera dei tre fratelli divini Odinn, Vili e Vé . Così leggiamo : “Dalla carne di Ymir fu fatta la terra, dal suo sangue il mare, dalle ossa le montagne, gli alberi dalla chioma, dal cranio il cielo. Dalle sue sopracciglia fecero gli dèi Miðgarðr per i figli degli Uomini; dal suo cervello furono tutte le tempestose nuvole create.” Il recinto creato con le sopracciglia del gigante ha lo scopo di dividere il mondo dei “figli degli Uomini” da dove vivono i giganti, il concetto di “recinto” ci porta infatti inevitabilmente a pensare ad un qualcosa da controllare, difendere e proteggere. Il Midgard rappresenta la materialità, è il nostro banco di prova, il luogo in cui sperimentiamo giorno dopo giorno. A livello interno, come ogni altro mondo, parla attraverso rappresentazioni ed immagini, suoni, odori e colori, il tutto in modo allegorico ed archetipico, anche se è il più vicino alla quotidianità e quindi, probabilmente, più famigliare.
-Muspellheimr : Nell’Edda di Snorri nel canto del Gylfaginning leggiamo alla stanza 4 :”Prima di tutto tuttavia c’era nella parte meridionale quel mondo che si chiama Muspell, esso è luminoso e caldo, quella regione è fiammeggiante e ardente, ed essa è inadatta a quelli che vi sono stranieri e non hanno la origine. Surtr si chiama quello che sta là di guardia al confine;” . Si narra che dall’incontro tra i venti freddi di Niflheimr e le correnti calde di Muspell ebbe origine la vita. Surtr è
il guardiano e il signore di questo mondo, egli possiede una formidabile spada fiammeggiante con la quale ucciderà il Dio Freyr durante il Ragnarok. Il Muspell è un mondo primordiale di fuoco, rappresenta la fiamma interiore, le passioni, la gestione e gli sprechi di energia ed in qualche modo in questo mondo possiamo trovare le risposte alle domande : “Di cosa ti nutri? Come impieghi la tua energia?”. Un eccesso di fuoco interiore è un pericoloso segno di disequilibrio sia per il creato che per l’uomo stesso e può portare alla distruzione. Il fuoco è l’elemento trasformatore per eccellenza, di conseguenza arriviamo facilmente a comprendere quanto sia importante conoscere e controllare il nostro fuoco interiore. Un esempio dell’importanza del controllo su questo elemento ci viene fornita nella descrizione dei poteri di Odinn infatti la sua magia era in grado di controllarlo accendendolo o spegnendolo con il solo uso della parola.
-Nifleheimr : “Le antiche storie narrano che a nord di Ginnungagap fu creato un mondo di nome Niflheimr.
Niflheimr è la dimora del freddo, dell’umidità e del buio e in esso, proprio nel mezzo, si trova un pozzo gelido, detto Hvergelmir, da cui molti fiumi cosmici, impetuosi e scroscianti, hanno origine.
Questi fiumi sono detti Elivagar.
Si narra dunque che gli Elivagar giunsero così lontano dalla loro sorgente che il lievito velenoso che li accompagnava in superficie si indurì come scoria e divenne ghiaccio. E là dove questo ghiaccio si era fermato si formò dal veleno una pioggerella che cadde sul Ginnungagap e congelò stratificandosi in brina.”
Così l’autorevole professoressa Gianna Chiesa Isnardi descrive il mondo di Niflheimr.
Sappiamo inoltre che una delle tre radici di Yggdrasill si trova proprio in quel mondo e sprofonda nel pozzo di Hvergelmir (bacile risonante) e che è un mondo di ghiaccio e nebbia, di illusione.
Essendo il mondo delle nebbie, Niflheimr, è il mondo delle nostre nebbie interiori, cioè di illusioni ed ombre.
Ma cosa sono le illusioni?
Errori dei sensi o della mente che falsa la realtà, come un remo immerso in acqua che da l’illusione di essere piegato .
Ma Niflheimr non è solo illusioni è anche costituito da ombre, le nostre ombre, echi del passato, strascichi della nostra vita di cui ancora portiamo il peso, perché in qualche modo ci hanno segnato e da cui non è facile staccarsi. Ma se una cosa va male dieci volte non significa che anche l’undicesima avrà lo stesso epilogo, è giusto imparare dalle esperienze , ma non altrettanto farsi bloccare dalla paura o dal ricordo di esse.
-Svarthalfheimr : Lo Svarthalfheimr è un mondo buio, complesso, inconscio e poco conosciuto. Esso è il mondo degli elfi oscuri, è un regno sotterraneo fatto di cunicoli e meccanismi automatici, ma è anche il luogo in cui furono forgiati, dalla stirpe di Dvalin, molti oggetti prodigiosi appartenenti agli Déi. E’ il reame dei minerali grezzi che contengono metalli preziosi e gemme. E’ il piano in cui una volta usciti dalle nebbie di Niflheimr veniamo forgiati comprendendo e superando i nostri automatismi .
Infatti nell’uomo questo mondo riguarda proprio gli automatismi, cioè tutte quelle reazioni non consce date da diverse sovrastrutture acquisite nell’arco della vita dalla famiglia, dalla società, dal luogo di origine ma anche dalle esperienze personali dell’individuo e della stirpe di provenienza.
Comprendiamo chiaramente, da quanto detto, che Svarthalfheimr è un mondo fondamentale per la nostra crescita, un piano che riguarda totalmente l’inconscio personale e collettivo colmo di prove da affrontare. Se Niflheimr ci poneva davanti a nebbie, illusioni e ombre all’interno di cui era necessario orientarsi per riuscire ad intravedere la verità qui dobbiamo agire su noi stessi per acquisire il controllo e sviluppare la volontà .
Ma in questo mondo furono anche forgiate le armi degli Dei, questo mi fa pensare all’artista marziale che attraverso la pratica assidua di tecniche di combattimento inserisce reazioni automatiche in sé stesso in risposta ad azioni altrui. Questo tipo di meccanismo è si automatico ma inserito consapevolmente , quindi ad un ottava superiore rispetto ai meccanismi non scelti ma inculcati da vari agenti esterni. Qui impariamo a conoscere il nostro inconscio e a programmarlo.
-Hellheimr : E’ il regno di Hell, figlia di Loki e regno dei morti paragonabile all’Ade dei greci.
Di questo mondo sappiamo che è composto da monti e valli oscure percorse dai fiumi che sgorgano da Hvergelmir, percorrono il Midgard e qui ricadono . Sappiamo che il regno di Hell si trova sotto il Nifleheimr e confina con Jǫtunheimr. Il sentiero che conduce ad Hell va a settentrione e verso il basso. Per accedervi occorre attraversare il ponte Gjallarbrù, coperto d’oro sopra il fiume Gjöll, questo ponte è presidiato da una fanciulla che ne è la guardiana , il suo nome è Moðguðr e probabilmente è una Valkiria. Oltre il ponte vi sono i cancelli di Hell aldilà dei quali vi è una grossa dimora costruita con dorsi di serpenti intrecciati le cui teste sono rivolte all’interno della dimora stessa dove sputano il loro veleno, a guardia della dimora vi è il cane infernale Gamr. Qui tra gli altri dimorano le veggenti e le streghe defunte che possono essere evocate per essere interrogate come fa Odino nella Voluspa. Nell’uomo Hellheimr rappresenta i demoni interiori e le paure più profonde che occorre affrontare per poter andare oltre.
-Jǫtunheimr : E’ il mondo in cui furono confinati i giganti, gli Jǫtun appunto, si trova al limite nord ed est di Midgard ed è un luogo freddo e oscuro. Confina con il regno di Hell e si può raggiungere guadando fiumi o volando, confina inoltre con la Foresta di Ferro dove vive la gigantessa Aurboda, madre di Hell, Fenrir e del Serpe di Midgard. Nel mito i giganti cercano in ogni modo di impossessarsi di luce e fecondità di cui sono privi, di fatti per loro stessa natura, pur essendo estremamente saggi, non possono evolvere . Questi esseri delle origini sono contemporaneamente nemici e progenitori degli Dei, sovente il rapporto con loro è necessario ma estremamente pericoloso, rappresentano le forze più esuberanti di natura e materia . I giganti sono all’origine del cosmo ma anche i suoi distruttori, infatti il termine Jǫtun significa mangiare, nell’accezione di fame incontrollabile. Nel nostro Jǫtunheimr interiore troviamo tutto ciò che ci impedisce di evolvere e di crescere.
-Vanaheimr : E’ il mondo dei Vanir, Snorri nell’Ynglingasaga lo colloca nelle zone del delta del fiume Don. I Vanen hanno una funzione diversa dagli Asi, di fatti sono preposti alla fecondità e alla prosperità, la radice stessa del nome Vanen pare significare aspirare, desiderare, amare. Di questo popolo è rinomata la grande conoscenza delle arti magiche. Se gli Asi rappresentano il cielo i Vanen rappresentano la terra. E’ il mondo del piacere, anche con profonde valenze sessuali, il mondo in cui la terra è al suo massimo splendore, ricca di frutti e prospera di animali. Nell’uomo questo mondo rappresenta i piaceri e le gioie, che se esasperate non permettono di andare oltre, il rischio è di abbandonarsi completamente ad esse perdendo di vista tutto il resto. La gioia e il piacere sono fondamentali nella vita di ogni individuo ed è sbagliato privarsene, ma occorre non abbandonarsi totalmente ad essi per evolvere fino a trovare il proprio Sé divino. Questo mondo ci insegna ad amare noi stessi e a godere dei piaceri della vita, accettando ciò che è la nostra essenza ed imparando ad essere fedeli a noi stessi. Solo imparando ad amarci possiamo amare veramente. Qui impariamo che il piacere personale è un sentimento che non va represso ma controllato, nulla fa male se fatto a piccole dosi, è sempre l’eccesso che porta squilibrio. Qui troviamo anche i nostri desideri profondi e le nostre aspirazioni inconsce.
-Ljodalfheimr : E’ la dimora degli Elfi luminosi, essi sono ancora più luminosi del Sole, narra il mito che questo mondo fu donato al Dio Freyr per il suo primo dente. Si dice che gli esseri che vivono in questo mondo siano “più belli del sole”, di fatti il sole stesso si chiama Alfrodull ovvero “splendore degli elfi”. Gli elfi erano certamente molto venerati in antichità ed erano conoscitori dei misteri divini. Ljodalfheimr è il mondo dell’illuminazione in cui scopriamo il nostro vero Essere prendendo coscienza di ciò che siamo con tutti gli opposti che questo comporta.
-Godheimr : E’ la patria degli dei. Si dice che ci sia un enorme fortezza al centro di questo mondo di nome Asgard. Al centro di Asgard vi è una grande pianura di nome Idavollr nella quale gli dei fanno i loro Thing . Si dice che gli dei siano anche fabbri e artigiani abilissimi infatti in Asgard vi è anche una grande fucina, gli dei costruirono anche due templi bellissimi, splendenti e sacri. Uno era chiamato Gladsheimr ed appartiene a Odino, questo tempio è costruito interamente in oro. Li si trova anche la Valhall, enorme casa in cui gli eroi caduti in battaglia trovano dimora, non mi dilungherò a descrivere la Valhall perché ciò richiederebbe un articolo a sé. Il secondo tempio è per le dee ed ha nome Vingolf, esso si trova nella parte meridionale del cielo, ed è sempre splendente e dorato. A Godheimr è interdetto l’accesso ai non meritevoli e la via per accedervi è il ponte arcobaleno Bifrost presieduto dal dio Heimdallr, il bianco ariete. Nell’uomo Asgard rappresenta la scoperta della propria parte divina, è il passaggio da uomo a Uomo integro, ciò che può essere rappresentato dalla Runa Mannaz, la Runa dell’integrazione. Qui l’individuo scopre qual’è il compito che gli è stato affidato in questa vita, sgombro da preconcetti e sovrastrutture abbandonati nei mondi precedenti.
In conclusione vorrei ancora dire che, a parer mio, qualunque individuo che intraprenda la Via deve necessariamente lavorare in più direzioni, da un lato occorre grande studio del mito, delle saghe e delle Rune e dall’altro altrettanta pratica, in quanto è necessario agire, in primis su noi stessi, per far nostri gli insegnamenti ricevuti, portandoli nel quotidiano. Solo l’unione di queste due direzioni può portare ad una crescita e una profonda interiorizzazione, in questa Via non basta recitare un padre nostro e confessarsi di tanto in tanto, bisogna lavorare costantemente su se stessi.
SWEYN
