La Sincronicità

Ho concluso la mia ultima riflessione dicendo che ciò che esiste, è esistito ed esiterà in ogni luogo e tempo, è connesso e legato attraverso la tela del wyrd, inoltre nello stesso scritto ho affermato che il wyrd ci “parla” continuamente, ora cercherò di sviscerare il come ed il perché introducendo il concetto di sincronicità . Innanzitutto il termine sincronicità è figlio del pensiero Junghiano, fu di fatti C.G.Jung a coniarlo tra la fine degli anni 40 e i primi anni 50 dello scorso secolo e su di un suo trattato si baseranno alcune delle mie riflessioni oltre ovviamente che sulla mia esperienza personale e sulla Tradizione che seguo.

Noi tutti conosciamo la legge di causa/effetto ma esistono anche eventi legati tra loro che sfuggono alla causalità e che necessitano un diverso principio interpretativo, il legame non causale tra questi eventi è definito sincronicità. Nel parlare comune si usa il termine “caso”, ma sapendo che tutto è connesso o collegato all’interno della rete del wyrd ci rendiamo conto che il caso e le coincidenze non esistono, tutto ha un suo perché solo che frequentemente ci è ignoto. La definizione del termine “magia” calza a pennello , infatti possiamo definire magia la scienza o l’arte di ottenere un risultato tramite la volontà senza una causa apparente . Cercherò ora di spiegare il termine sincronicità con un esempio banale basato sui numeri essendo essi un linguaggio universale. Se sono in auto e nella targa dell’auto davanti noto un certo numero a due cifre, lo stesso numero che ritrovo sul numerino del supermercato o del medico e ricevo poi una chiamata di qualche centralino nel cui numero telefonico ritrovo ancora le stesse cifre significa che il wyrd mi vuol dire qualcosa attraverso quel numero, sopratutto perché ho notato quelle due cifre in luoghi, tempi e contesti differenti. La nostra mente razionale il più delle volte rifiuta l’accesso a questi messaggi perché li etichetta come caso o superstizione e di conseguenza non gli da peso. Dall’esempio qui sopra però possiamo capire che un fatto sincronico è costituito da un insieme di eventi non legati tra loro da cause o conseguenze ma allo stesso tempo connessi nel senso e nel contenuto, più un particolare stato mentale di ricezione o “apertura” dell’individuo che ne è soggetto.

Nel 1881 nel suo saggio “Speculazione trascendente sull’apparente disegno intenzionale nel destino dell’individuo” Schopenhauer tratta la simultaneità di eventi non legati causalmente chiamata “caso” ed afferma : “ Tutti gli avvenimenti nella vita di un uomo starebbero tra loro in due diversissimi generi di connessione : anzitutto la connessione oggettiva e causale del corso della natura, in secondo luogo in una connessione soggettiva – sussistente soltanto in rapporto all’individuo che vive tali avvenimenti e soggettiva quanto lo sono i suoi sogni…non vi è nulla però di assolutamente casuale, e anche ciò che sembra massimamente tale non è altro se non qualcosa di necessario, che si realizza in modo attenuato. Delle cause determinate, per quanto lontane nella catena causale, hanno già da lungo tempo stabilito necessariamente che esso doveva verificarsi proprio ora, e contemporaneamente a quell’altra cosa. Ogni avvenimento cioè è un termine particolare di una catena di cause degli effetti, procedente nella direzione del tempo…..Le tendenze dell’uomo a prendere gli auspici, […]testimoniano la sua convinzione, contrastante a ogni fondamento razionale, che sia in qualche modo possibile riconoscere da quanto è presente e sta dinanzi agli occhi ciò che è nascosto nello spazio o nel tempo, ossia ciò che è lontano o futuro, che si possa da quello dedurre questo, se soltanto si possiede la vera chiave del cifrario”. Quindi già Schopenhauer esprimeva un concetto molto simile a quello di wyrd legato a forze sincroniche, dicendo altresì che tutti gli eventi si muovono o per causa o per sincronicità. Questo concetto pare molto complicato, ed effettivamente è difficile da esprimere, in sé racchiude grandi verità che trascendono la razionalità cartesiana. Interiorizzare però il concetto di sincronicità è un enorme passo per un qualsiasi individuo che percorre una Via Spirituale, aiuta la comprensione del mondo e del destino e cosa forse più importante spinge ad uscire dai limiti del comune modo di vedere e pensare fornendo chiavi per aprire porte nascoste. Un esempio della forza sincronica ci viene dato dallo scrittore Wilhelm von Scholz che ha raccolto molti casi in cui un oggetto rubato o smarrito, passando attraverso diverse mani, sia tornato in fine nelle mani dei legittimi proprietari. Non esisteva ovviamente un rapporto di causa nei vari passaggi di mano, ma possiamo dire “semplicemente” che il destino abbia voluto il ritorno dell’oggetto, di fatti anche l’autore giunge alla conclusione che gli eventi siano coordinati come se fossero il sogno di una più vasta “coscienza inconoscibile”. Cosa può essere questa coscienza inconoscibile se non ciò che noi chiamiamo wyrd?
Secondo Agrippa “…l’anima del mondo è un determinato essere singolo che riempie tutto, fluisce in tutto, lega tutto e mette tutto in relazione….” , in questa parte sembra proprio che anche lui esprima un concetto analogo al wyrd e alla rete che lo rappresenta, poi prosegue dicendo “… le cose in cui questo spirito è particolarmente possente hanno perciò una tendenza di generare qualcosa di simile a sé, ossia a portare alla luce corrispondenze e coincidenze significative”,e qui entrano in ballo i concetti di archetipi e sincronicità che ci aiutano ad avere un quadro più ampio.

Di fatti la sincronicità sembra basarsi su fondamenti archetipici esattamente come le Rune che sono definite archetipi energetici vivi. Possiamo dire che consideriamo archetipo il primo esemplare o modello di qualsiasi cosa, la sua matrice, ovvero l’essenza sostanziale che ne è l’immagine primordiale contenuta nell’inconscio collettivo, la quale riunisce le esperienze della specie umana e della vita animale e vegetale che la precedette, costituendo gli elementi simbolici delle favole, delle leggende, dei sogni e del mito. Infatti la sincronicità pare avere una sua coscienza innata che va oltre la conoscenza razionale e che può essere definita archetipica varcando così le soglie di spazio e tempo.

Per esempio nella pratica che normalmente è chiamata divinazione e io uso chiamare osservazione sincronica ( il termine divinazione significa “azione divina” e una divinazione richiede un qualche tipo di rito atto a connettersi con il divino, mentre un osservazione sincronica è basata appunto sull’osservazione che sia dei tarocchi, delle Rune o delle nuvole poco importa) , le tecniche sono intuitive, vanno a lavorare con l’inconscio e sono basate su nessi non causali ma sincronici, di fatti avvengono attraverso l’osservazione di immagini archetipiche come i tarocchi, le Rune, le forme e i movimenti delle nubi o il volo degli uccelli per citare solo le più conosciute, allo scopo di ottenere consiglio e o sbirciare eventi e possibili risvolti di situazioni nello spazio e nel tempo. Inutile dire che una lettura di queste immagini accademica o letterale, quindi logico/razionale, risulta abbastanza inutile ma occorre che chi legge le immagini sia in uno stato psichico di apertura, che chiamiamo canale, in modo da lasciare che i segni gli parlino, tenendo presente che i segni sincronici in questo caso sono rappresentazioni ed emanazioni del wyrd stesso. Se l’inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale “conscio” di apertura cresce la possibilità di percepire e conoscere eventi paralleli lontani nello spazio e nel tempo attraverso diverse forme di immagini archetipiche, è un arte che va coltivata ed allenata e come ogni capacità più è esercitata più si rafforza, un segno per capire se lavoriamo nel modo corretto è costituito dalla quantità di eventi sincronici che incontriamo strada facendo.

In passato la lettura degli auspici era fondamentale, venivano consultati prima di andare in guerra o di stringere alleanze o più semplicemente prima di intraprendere viaggi e vi erano individui specializzati nella lettura dei segni, i veggenti appunto o le Volve e le Spakone per quel che riguarda la nostra Tradizione. Lo scrittore romano Tacito così descrive il consulto degli auspici presso i popoli germani : “Osservano gli auspici e le sorti come quelli che (li osservano) al massimo grado. La pratica tradizionale delle sorti (è) semplice. Tagliano in piccoli pezzi un ramo strappato ad un albero da frutto e li spargono, contraddistinti con alcuni segni, alla cieca e a caso su una veste bianca. Poi, se si consulta in nome della collettività, il sacerdote della tribù, se al contrario privatamente, il padre della famiglia in persona, avendo supplicato gli dei e guardando verso il cielo ne prende per tre volte uno alla volta, e dopo averli sollevati li interpreta secondo il segno intagliato prima. Se sono contrari, nello stesso giorno non (c’è) alcuna consultazione riguardo lo stesso argomento; se invece è permesso, è richiesta ancora la conferma degli auspici. E in verità qui è noto anche questo, interrogare le voci e i voli degli uccelli. (È) proprio di quella popolazione ricorrere ai presagi e agli ammonimenti anche dei cavalli. Sono nutriti a spese della comunità negli stessi boschi e selve sacri, puri e non contaminati da alcun lavoro imposto dall’uomo; e legatili a un carro sacro, il sacerdote e il re o il capo della tribù li accompagnano e osservano i nitriti e i fremiti. Né per alcun auspicio (c’è) maggior fiducia, non solo presso la plebe, ma presso i notabili, presso i sacerdoti. Ritengono infatti se stessi ministri degli dei, quelli consapevoli (del volere degli dei). C’è anche un’altra osservazione degli auspici, con la quale cercano di prevedere gli esiti di guerre importanti. Mettono a confronto un prigioniero, catturato in qualunque modo, di quella popolazione con la quale c’è guerra con uno scelto del proprio popolo, ciascuno con le armi sue tradizionali: la vittoria di questo o di quello è presa come pronostico.” Questo brano tratto dalla Germania sottolinea l’importanza della capacità di leggere il wyrd presso i popoli antichi e se prestiamo attenzione vediamo che si tratta sempre di osservazione sincronica da parte di individui “aperti” di segni archetipici. Molti altri sono gli esempi e gli scritti antichi e non che trattano la sincronicità, ma credo che con Schopenhauer, Agrippa e Tacito di essere riuscito ad andare al succo dell’argomento portando all’attenzione abbastanza materiale per poterci riflettere .

In conclusione spero di essere riuscito a dare un idea, seppur vaga e superficiale, di ciò che è la sincronicità, di quanto fosse importante la sua osservazione nell’antichità e di quanto ancora lo è per alcuni di noi, spero inoltre di essere riuscito ad evidenziare il legame tra sincronicità e Wyrd fornendo spunti per uno studio ed una comprensione più profonda del Wyrd stesso.

Sweyn

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