“Io sono un Ásatrúar”

La prima domanda che ci si potrebbe porre dopo una tale affermazione è “cos’è l’Ásatrú?”

Il termine Ásatrú significa “verità degli Æsir” ed è una moderna corrente spirituale neopagana che si rifà al Mito, agli Dèi, alla Tradizione e alle Credenze dell’area germanico/scandinava precristiana. Oggi l’Ásatrú è abbastanza diffuso in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Sud America, all’Europa, basti pensare che in Islanda è il secondo Culto in ordine di numero per praticanti , circa 3000 dichiarati su 372000 abitanti totali.

Ma cosa comporta essere un Ásatrúar ? Per prima cosa occorre dire che non si tratta di una religione come la si intende oggi ma di un Culto, non esiste un “libro sacro” e le nozioni che abbiamo derivano dalle Saghe scritte in epoca cristiana e dal folklore, non vi sono dogmi ( per dogma si intende il principio che si accoglie per vero o per giusto, senza esame critico o discussione: proclamare un d.; part., nella teologia cattolica, verità rivelata da Dio o definita dalla Chiesa come tale, imposta ai credenti come articolo di fede), per noi l’individuo ha un rapporto personale con il divino. Le correnti all’interno dell’Ásatrú sono molteplici non essendoci nulla di codificato. Esistono grossi gruppi di praticanti e associazioni sparse per il mondo ma anche molti singoli individui e famiglie .

Un elemento comune a tutti i praticanti è, o dovrebbe essere, l’Animismo.

Le prime due definizioni di Animismo che troviamo sull’Oxford Languages sono :

1.Concezione tipica dei popoli primitivi, secondo cui ogni fenomeno o cosa dell’universo sono dotati di anima e vivono di una loro vita, spesso creduta divina e degna di culto.

2.Vecchia teoria medica che riteneva le malattie provocate dalla lotta fra gli agenti morbosi e l’anima, causa unica e prima dell’attività del corpo.

In sostanza è il concetto mediante il quale ogni essere, visibile o non visibile, ha un Anima, Respira e si Nutre.

L’animismo è alla base di ogni Tradizione di stampo sciamanico e l’Ásatrú lo è, visto che la sua divinità principale, Odhinn, è uno sciamano come palesato dal mito in cui il Nume compie due sacrifici di sé, due iniziazioni di stampo sciamanico.

L’Ásatrú non è un Culto per tutti e non sarà mai una fede di massa, non si basa sul credere come le religioni monoteiste ma sul Conoscere, sullo Sperimentare e sopratutto sull’Essere. Perché noi Siamo e rappresentiamo ciò che siamo nel quotidiano con le nostre azioni ed il nostro modo di vivere. Non siamo timorati di Dio e non crediamo nel peccato ma crediamo al senso di Responsabilità individuale e di gruppo. Verso i nostri Dèi abbiamo un senso di profondo Rispetto e Sacralità ma mai di sottomissione o prostrazione, compiamo Offerte perché crediamo alla legge “un dono per un dono”. Tra i nostri principi si annoverano Ospitalità e Coraggio nel senso etimologico del termine cioè “avere Cuore”. Viviamo la Sacralità nel quotidiano perché per noi è “fare sacro” anche coltivare una pianta ed abbiamo chiaro in mente che l’uomo è figlio di questo pianeta e non il suo centro o il suo padrone, perciò con tutti gli altri esseri, siano essi minerali, vegetali, animali o spiriti, dobbiamo interfacciarci, dialogare, offrire e stringere alleanze per un beneficio comune.
Nell’Ásatrú vi sono diverse ritualità e celebrazioni e tre blót principali. I tre blót principali sono per lo più comuni a tutti gli Ásatrúar e provengono dall’Ynglingasaga dove si parla della legislazione di Odhinn, mentre le altre festività cambiano da gruppo a gruppo o da corrente a corrente.

In questo blog è mio intento raccontare come vivo il Culto e condividere alcune riflessioni e studi personali, non mi ritengo un Maestro, un Goði (sacerdote del Culto) e tantomeno un Erilaz (maestro di Rune), sono semplicemente un Ásatrúar in cammino verso la comprensione e la consapevolezza.

Sweyn

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